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All'ombra del Vesuvio

I RICERCATORI

GALLERIA MULTIMEDIALE

APPROFONDIMENTI

EXPLORIS: diario del progetto
Il racconto dell'ing. Augusto Neri, dirigente di Ricerca presso l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Pisa (INGV).

L'Osservatorio Vesuviano
Fondato nel 1841, è il più antico osservatorio vulcanologico del mondo e, nell'ambito dell'attività di sorveglianza, è l'ente di riferimento per le aree vulcaniche attive della Campania (Vesuvio, Campi Flegrei e Ischia).

È VIVO - Eruzioni Virtuali al Vesuvio
Che cosa succede al vulcano durante un’eruzione? Animazioni a colori prodotte con il computer dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, mostrano la temperatura, le ceneri, lo stato gassoso e gli effetti provocati da questa “miscela” durante l’esplosione.

Etna e Stromboli: gli altri "giganti" nell'occhio della telecamera
Le suggestive immagini in tempo reale dei vulcani siciliani, riprese dalle webcam dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Sezione di Catania.


FAQ

CLASSIFICAZIONE

RICERCHE COLLEGATE

Lo tsunami di Santorini
Circa 3500 anni fa l'esplosione della caldera del vulcano dell'isola di Santorini, in Grecia, provocò una gigantesca onda di tsunami. Gli studi effettuati. A cura del prof. Michele Rebesco dell'Istituto di Oceanografia e Geofisica Sperimentale - OGS di Trieste.

L'arte culinaria nella Pompei romana
L'alimentazione nell'antica Pompei, i trucchi per una corretta conservazione dei cibi, le tecniche di cottura... Uno speciale di Ricerca Italiana realizzato in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica di Pompei.

I progetti di Ricerca
Nell'immagine un esempio della simulazione dell'eruzione vesuviana
Quasi mezzo miliardo di persone, nel mondo, vive nei pressi di vulcani attivi, o considerati a rischio di eruzione. In Europa ci sono diversi esempi di questo tipo, come il vulcano La Soufriere, nell'Isola di Guadeloupe (Francia), il vulcano Teide, nell'Isola di Tenerife (Spagna), o il vulcano Sete Citades, nelle portoghesi Azzorre, con i 75.000 abitanti che vivono ai suoi piedi. Anche in Italia ci sono vulcani attivi e spesso si vedono le immagini delle affascinanti eruzioni dell'Etna o dello Stromboli; non tutti però sono a conoscenza che la regione Europea più esposta al rischio vulcanico è la Campania, più precisamente l'area del Vesuvio, in particolare per l'alta densità abitativa della zona circostante e per il carattere prevalentemente esplosivo del vulcano.

La fama del gigante
Probabilmente il Vesuvio è il vulcano più famoso del mondo, non solo per il suo alto rischio, ma anche - e soprattutto - per l'eruzione del 79 dopo Cristo, che distrusse completamente le città romane di Pompei, Ercolano e Stabbia.
Dopo questo episodio, passato alla storia, altri eventi catastrofici hanno caratterizzato l'attività del vulcano; tra questi l'eruzione del 1631, che ha causato la devastazione di alcuni paesi circostanti e la morte di circa 4.000 persone. Dal 1944, anno dell'ultima eruzione, il cratere del Vesuvio è chiuso ma questo non significa che la sua attività sia cessata. Il vulcano "dorme" e la possibilità di una futura esplosione ha portato gli scienziati a valutare seriamente il rischio vulcanico in questa zona, così come in altre aree Europee ad alto rischio.

EXPLORIS: un progetto per il futuro
Valutare scientificamente il rischio vulcanico in zone densamente popolate è sicuramente un impegno importante per i ricercatori, ma anche per le regioni e le nazioni interessate. Poter calcolare il rischio per la popolazione, prevedere in tempo le eruzioni, saper fronteggiare eventuali emergenze, è divenuta una priorità per tutelare la sicurezza dei cittadini e dell'ambiente circostante.
A questo fine, nove partner Europei, che includono Istituti di Ricerca, Università, Osservatori Vulcanologici e Imprese di cinque Paesi (Italia, Gran Bretagna, Spagna, Francia e Portogallo), hanno dato vita al Consorzio EXPLORIS, un progetto triennale finanziato dall'Unione Europea, che combina competenze di diverse discipline. Esperti di Geologia, Fisica, Matematica, Informatica, Ingegneria, Architettura, Medicina e Analisi del Rischio si sono riuniti in questo progetto, che rappresenta un'opportunità unica per accrescere le capacità Europee di valutazione del rischio vulcanico.
Per il Vesuvio - su cui è stata prodotta anche un'interessante simulazione tridimensionale dell'eruzione - gli studi di EXPLORIS porteranno, una volta conclusi, un progresso nello sviluppo di strumenti e metodologie per pianificare le emergenze e ridurre i rischi di catastrofi, agevolando così l'importante lavoro del Governo e della Protezione Civile Nazionale e Regionale. Ma a beneficiare di questi nuovi metodi e strumenti saranno anche gli altri Paesi del mondo in cui ci sono vulcani attivi. EXPLORIS mira quindi a rappresentare una piattaforma internazionale e multidisciplinare in grado di garantire supporto e consulenza alle decisioni che le autorità preposte devono prendere per una efficace pianificazione territoriale e gestione dell'emergenza.

(In collaborazione con Augusto Neri, Carlo Cavazzoni, Tiziano Diamanti, Giovanni Erbacci, Tomaso Esposti Ongaro e Micol Todesco)