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6 Agosto 2008

Opale: il cristallo pieno di memoria

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Fonte: Infm-Cnr

Memorie ottiche, laser avanzati e dispositivi per la computazione quantistica. Sono i campi nei quali si vedrà l'applicazione della ricerca condotta da Claudio Conti e Andrea Fratalocchi, pubblicata su Nature Physics.

I due ricercatori, rispettivamente dell'Infm-Cnr e Infm-Cnr/Centro Fermi, sono riusciti a visualizzare, per la prima volta al mondo, la distribuzione tridimensionale della luce intrappolata nel cristallo, grazie a un supercomputer messo a disposizione dal Cineca di Bologna.

Nei cristalli fotonici come l'opale si nasconde il segreto delle memorie ottiche del futuro.
Si tratta solo del primo passo per ottenere dispositivi funzionanti con lampi di luce, e non più con elettroni.

Con tecniche di calcolo avanzate i ricercatori hanno simulato, per la prima volta in una nanostruttura ottica tridimensionale, il fenomeno noto come localizzazione di Anderson.
Questo fenomeno può verificarsi nei cristalli fotonici a seconda delle "imperfezioni" presenti in essi ed è un fenomeno fondamentale per la realizzazione di memorie a impulsi luminosi, in quanto permette di intrappolare la luce nelle nanostrutture ottiche.

Claudio Conti spiega che "i calcoli svolti chiariscono molti comportamenti, prima indecifrabili, dei cristalli fotonici ma soprattutto permettono di capire come intrappolare la luce all'interno dei nanodispositivi ottici. Le memorie così realizzabili avrebbero potenzialità immense per quanto riguarda la quantità di dati che si possono immagazzinare in esse e la velocità di funzionamento".