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PROGRAMMA DI RICERCA 2004

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
Classificazione geografica
Bibliografia
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VITTORINI S. (1979) – Ruscellamento, deflusso ipodermico ed erosione nelle argille plastiche. Riv. Geogr. It., 86.
Parole Chiave
EROSIONE DEL SUOLO; AMBIENTE MEDITERRAMEO; CAMBIAMENTI CLIMATICI; MODIFICAZIONI USO DEL SUOLO; VALUTAZIONE DELL'EROSIONE; MODELLI EROSIVI; UNITA' DI RISPOSTA EROSIVA; SIMULAZIONE DI PIOGGIA

INFLUENZA DELLE VARIAZIONI CLIMATICHE E/O DELLE MODIFICAZIONI DELL'USO DEL SUOLO SUL PROCESSO DI EROSIONE IDRICA IN AMBIENTE MEDITERRANEO

Università degli Studi di Firenze
Abstract
Le previsioni circa le tendenze del clima nel Mediterraneo Occidentale nei prossimi anni disegnano un quadro piuttosto sconcertante: un incremento delle precipitazioni di circa l'11% (Oljienink, 1988), conseguente ad un incremento della temperatura media annua di circa 3°C (Hadley Centre, 1998). Si nota altresì un prolungarsi della stagione arida e una concentrazione delle precipitazioni in eventi sporadici, ma di elevata intensità. Questa crescente "erosività" delle piogge è suscettibile di accelerare considerevolmente il processo di erosione del suolo in questo particolare ambiente, nel quale alla plurisecolare attività dell'uomo (agricoltura, pastorizia) si somma l'elevata "erodibilità" dei suoli. Accenni di inizio di desertificazione per erosione accelerata del suolo si riscontrano in varie parti d'Italia e, in modo particolare, laddove affiorano substrati "deboli", in particolare corrispondenza delle successioni postorogeniche sabbioso-argillose. L'erosione del suolo, specialmente se "accelerata" da utilizzazioni non conservative, oltre a costituire una perdita irreversibile di produttività primaria, influenza direttamente la qualità di un'altra risorsa naturale fondamentale, l'acqua, nei suoi usi agricoli, civili o industriali. Sulla base dei risultati che si stanno acquisendo nel progetto COFIN 2002 avente per oggetto: "Erosione idrica del suolo in ambiente mediterraneo: valutazione diretta e indiretta in aree campione e bacini idrografici", il programma si propone di >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Giuliano RODOLFI Università degli Studi di FIRENZE
Obiettivo del Programma di Ricerca
La parte peninsulare dell'Italia è caratterizzata, specialmente nella fascia collinare costiera, da un clima tipicamente mediterraneo, caratterizzato da elevata piovosità autunno-invernale e primaverile, e da lunghi periodi estivi di aridità. Gli eventi piovosi, che talora raggiungono elevati valori d'intensità, si scaricano su suoli molto erodibili, sviluppatisi su litotipi a debole resistenza, come quelli che compongono le formazioni dei cicli neogenici e quaternari, affioranti nella fascia collinare suddetta. Gli effetti dei processi di erosione idrica che così si innescano sono costituiti da forme di degradazione sempre più appariscenti, che occupano aree sempre più vaste, man mano che si procede da Nord verso Sud e da Est verso Ovest. Le previsioni circa un cambiamento climatico, forse già in atto, nel senso di un aumento parallelo della temperatura media annua, della durata dei periodi aridi e della intensità delle precipitazioni, dipingono uno scenario favorevole ad un sensibile incremento dei processi erosivi. Per ciò che concerne l'utilizzazione agricola dei suoli, vecchia di almeno due millenni, si assiste alla adozione di tecniche colturali che evitano opere finalizzate alla conservazione del suolo. Esiste pertanto il timore, specialmente nelle parti meridionali del bacino del Mediterraneo, Italia peninsulare ed insulare compresa, di una rapida tendenza verso la desertificazione. Tale problematica costituisce l'oggetto del progetto COFIN 2002 "Erosione idrica del >>>

Risultati parziali attesi
Cartografia delle Unità di Risposta Erosiva in almeno una delle aree campione - Messa a punto del simulatore di pioggia.Definizione del modello più adatto a rappresentare la realtà "mediterranea" in termini di condizioni climatiche e di uso del suolo.Definizione, a scala regionale, degli scenari ai quali applicare i risultati conseguiti, in termini di una loro suddivisione in differenti livelli di rischio di erosione del suolo - Organizzazione di una rete di monitoraggio del processo di erosione del suolo in ambiente mediterraneo.

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Il problema dell'erosione del suolo in Italia è stato oggetto di ricerca fino dagli anni '30, quando si incominciò a prendere coscienza di un fenomeno che sottraeva all'agricoltura superfici coltivabili. I primi studi volti a capire i meccanismi del processo erosivo ebbero per oggetto le forme più appariscenti (Stefanini, 1921; Castiglioni, 1933) che interessavano le formazioni post-orogeniche affioranti fra la dorsale appenninica e le coste della penisola italiana, caratterizzate da scarsa resistenza agli agenti morfogenetici. Fu proprio sulle cosiddette "argille azzurre plioceniche" che si indirizzarono in seguito gli studi di Passerini (1934, 1956) e della sua scuola, che venne a costituire un primo nucleo di ricerca presso l'Istituto Sperimentale per lo Studio e la Difesa del Suolo (ISSDS) fondato appositamente a Firenze. Da allora, l'ISSDS è stato il principale Centro italiano di ricerche sull'erosione, e il primo ad aver allestito stazioni sperimentali per la misura diretta dell'erosione in parcelle e piccoli bacini idrografici su substrati "argillosi": a Vicarello (Pisa) soprattutto per opera di Chisci (1976, 1986), nel tentativo di validare per gli ambienti mediterranei il modello USLE di Wischmeier & Smith (1965, 1978). Anche la scuola di Pisa (Vittorini, 1971, 1979; Rapetti & Vittorini, 1979) condusse ricerche in tal senso, nella Bassa Valdera. Alle forme di erosione di tipo "biancana" nel bacino del Fiume Orcia (Toscana) fu invece dedicata l'attività del Centro >>>