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PROGRAMMA DI RICERCA 2004
italiano - english
Unità di Ricerca
- Università degli Studi di FIRENZE
STATISTICA
FIRENZE(FI) - Università Cattolica del Sacro Cuore
Studi su popolazione e territorio
MILANO(MI) - Università degli Studi di PADOVA
SCIENZE STATISTICHE
PADOVA(PD) - Università degli Studi di MESSINA
ECONOMIA, STATISTICA E ANALISI GEOPOLITICA DEL TERRITORIO
MESSINA(ME) - Università Commerciale "Luigi Bocconi" MILANO
Metodi quantitativi
MILANO(MI) - Università degli Studi di VERONA
DIRITTO DELL'ECONOMIA
VERONA(VR) - Università degli Studi di URBINO "Carlo BO"
Filosofia
PESARO(PU) - Università degli Studi di UDINE
SCIENZE STATISTICHE
UDINE(UD)
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- 6 - La ricerca qualitativa: teorie, metodi ed applicazioni
- 7 - Il diritto di famiglia e lo sviluppo sociale e tecnologico: sistemi, modelli ed esperienze a raffronto
- 8 - Un modello integrato di valutazione e gestione del rischio di Infezione Tubercolare e di Tubercolosi in fase attiva in popolazioni socialmente disagiate ("homeless") nella città di Roma.
- 9 - Vita quotidiana delle famiglie: osservazioni etnografiche e rappresentazioni
- 10 - Terzo Settore, mondi vitali e capitale sociale in Italia
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze economiche e statistiche
Classificazione geografica
- Regione: Toscana
Bibliografia
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Parole Chiave
INSTABILITÀ FAMILIARE; DIVORZIO E SEPARAZIONE; CONVIVENZA; STATO CIVILE; FAMIGLIE RICOSTITUITE; GENITORIALITÀ; TENORE DI VITA; PROTEZIONE SOCIALE; NORME SOCIALIInstabilità familiare: aspetti causali e conseguenze demografiche, economiche e sociali
Università degli Studi di FirenzeAbstract
L'instabilità dei vincoli familiari e coniugali è divenuta un fenomeno centrale della vita sociale delle società occidentali, determinando nuove forme di aggregazione familiare, modificando il corso di vita dei soggetti direttamente o indirettamente coinvolti, influenzando il loro grado di benessere. In Italia, nonostante la forza dei vincoli tradizionali, comportamenti prima ritenuti marginali e circoscritti nel numero si stanno diffondendo rapidamente. Come molti fenomeni nuovi, essi si presentano con intensità assai diversa secondo il territorio, le aree culturali, le fasce sociali. Studi ed analisi sono in una fase iniziale, ma l'aumento delle forme di instabilità giustifica l'approfondito studio del fenomeno per capirne cause e conseguenze e per fornire strumenti alle istituzioni ed agli operatori sociali per gestire le conseguenze negative dei nuovi comportamenti. Questi si inseriscono in un quadro demografico di declino della nuzialità (tasso totale pari a 620 per mille nel 2002), di persistente e molto debole fecondità (TFT oscillante tra 1,2 e 1,3 negli ultimi 15 anni), di rinvio generalizzato delle scelte di unione e riproduttive. La divorzialità, benché assai più bassa della media europea è in crescita (tasso totale pari al 12% nel 2002); lo stesso per le separazioni legali. Nel 2001, separazioni e divorzi hanno interessato più di 300.000 persone tra partner e figli. Cresce il numero delle famiglie ricostituite, così come quello dei minori che vivono in famiglie >>>Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Massimo LIVI BACCI Università degli Studi di FIRENZEObiettivo del Programma di Ricerca
Nel mondo occidentale l'instabilità dei vincoli familiari e coniugali è divenuta un fenomeno centrale della vita sociale, determinando nuove forme di aggregazione familiare, modificando il corso di vita dei soggetti direttamente o indirettamente coinvolti, influenzando il loro grado di benessere. Nella società italiana, nonostante la forza dei vincoli tradizionali, comportamenti prima ritenuti marginali e circoscritti nel numero si stanno diffondendo rapidamente. In conseguenza c'è bisogno di nuove informazioni quantitative e di innovative analisi per consentire, agli studiosi, di elaborare paradigmi interpretativi dell'instabilità familiare e per fornire strumenti alle istituzioni ed agli operatori sociali per gestire le eventuali conseguenze negative dei nuovi comportamenti.Il quadro demografico della crescente instabilità familiare in Italia può essere così sintetizzato. Il tasso di nuzialità totale (periodo) dei primi matrimoni è sceso gradualmente al basso livello di 620 per 1000 nel 2002. Alla diminuzione dell'intensità della nuzialità si accompagna una tendenza alla posticipazione delle nozze con età medie al matrimonio che superano i 31 anni per gli uomini ed i 28 per le donne, circa 4 anni in più rispetto all'inizio degli anni '80. La fecondità oscilla attorno 1,2-1,3 figli per donna da 15 anni; cambia il calendario della maternità e si innalzano le età dei genitori alla nascita del primogenito; si distanziano i parti; si rarefanno le nascite dei >>>
Risultati parziali attesi
RISULTATI PARZIALI ATTESI IAlla fine della prima fase di ricerca, si produrranno analisi di sfondo, adeguate rassegne bibliografiche e di approfondimento teorico per le diverse linee di ricerca previste.
Si predisporrà un sito internet accessibile al pubblico in cui i risultati delle varie ricerche saranno disponibili.
Per l'indagine ad hoc, I.D.E.A.- II Wave si prevede durante la prima fase: la predisposizione e la messa a punto del questionario dell'indagine; il test del questionario in un'indagine pilota; la formazione dei rilevatori; lo svolgimento dell'indagine telefonica; lo sviluppo di opportune metodologie per tener conto dell'attrition.
Saranno poi predisposte (e/o acquistate) le banche dati presistenti, micro e macro, ed effettuate le prime elaborazioni. In questa fase, inoltre, saranno messe appunto le adeguate metodologie statistiche per la successiva analisi dei dati.
La preparazione degli strumenti di rilevazione, delle tracce di intervista e il lavoro sul campo per la raccolta dei dati qualitativi, occuperà interamente la prima fase della ricerca delle unità coinvolte.
In questa fase, infine, si verificherà la fattibilità di ulteriori percorsi di ricerca e la disponibilità di altre fonti di dati, anche per comparazioni territoriali e internazionali.RISULTATI PARZIALI ATTESI II
Durante la seconda fase si procederà all'analisi dei dati e delle informazioni >>>
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Oggigiorno, la stabilità e l'instabilità delle famiglie non è più legata a eventi formali nel corso di vita. In molti paesi gli individui vivono in unione senza essere formalmente sposati, e quindi le separazioni legali e i divorzi non sono più i soli modi per sciogliere l'unione. Iniziano ad essere rilevanti nuovi tipi di partnership caratterizzati dalla stabilità del legame, ma non dalla coresidenza stabile (denominati LAT - "Living Apart Together", se frutto di una scelta autonoma). L'instabilità, inoltre, si traduce in una nuova diffusione di un fenomeno già conosciuto in passato: i matrimoni (o più in generale le unioni) successivi al primo. Lo stato dell'arte relativamente a questi fenomeni può essere presentato a vari livelli. In primis, ci si riferisce al livello macro, evidenziando i risultati in termini di differenze tra paesi e mostrando come sono cambiate nel corso del tempo. Segue una rassegna a livello micro, basata sul ciclo di vita e, infine, viene sottolineata con forza l'importanza di studiare il caso italiano nel quadro della letteratura demografica più rilevante.IL CASO ITALIANO: ELEMENTI POTENZIALMENTE LEGATI ALLA STABILITÀ DELLA PARTNERSHIP
Le comparazioni internazionali in letteratura rivelano che l'Italia rappresenta un caso particolarmente interessante per via dei suoi bassi livelli attuali di instabilità coniugale (si veda, tra gli altri, sull'Italia Barbagli 1990; Barbagli M., Saraceno 1997 and 1998; De Rose 1999 >>>



